L’anno scorso: la Tre Golfi 2016

regata tre golfi

Una regata appassionante, quasi un match race fra Cippa Lippa e Fra Diavolo, Mylius 60’ di Vincenzo Addessi, che ha girato per primo Ponza dopo oltre 60 miglia di bolina notturna, con temporali e grandinate che hanno falcidiato la flotta.
Nel lungo lasco da Ponza a Li Galli, al largo di Positano, le due barche si sono date battaglia sotto A3 e poi A4 e jib-top, man mano che vento e mare rinforzavano.
Poi Cippa Lippa ha sfruttato bene le proprie capacità di barca planante e le ultime 15 miglia sono state una galoppata vittoriosa verso il traguardo, tagliato tra gli applausi dei soci del Circolo Italia che dalle terrazze aspettavano il vincitore della Coppa D’Andrea, spettante al primo in tempo reale.

La partenza a mezzanotte è stata di rara bellezza, il ciclone Poppea nella serata di venerdì 13 maggio ha iniziato a spirare a oltre 20 nodi da ovest, come annunciato. 70 barche illuminate dalle fotoelettriche, sotto il cielo plumbeo, si sono date battaglia nel Golfo pullulante di luci di via che si incrociavano nel buio.

Il gruppo dei più grandi si è subito allungato con un vento da 220°, che gli ha consentito disuperare le insidie del ridosso di Ischia e far rotta verso Ventotene. Preceduto da lampi accecanti, un violento temporale con chicchi di grandine grandi come naftalina ha messo a dura prova gli equipaggi nella notte; poi il vento è girato in prua sui 270° e l’approccio a Ponza è risultato un lungo bordeggio, complicato da rotazioni di vento e piovaschi sparsi.

Dietro i due leader si davano battaglia le imbarcazioni del CRV Italia: lo Swan 70’ Flying Dragon di Giorgio Marsiaj e lo Swan 65 Gaetana di Riccardo Pavoncelli, oltre al Mylius 50’ Milù di Andrea Pietrolucci.

Nel resto di sabato 14 maggio il vento si è stabilizzato sui 230-240°, con un’intensità media di 20 nodi e onda formata, che ha consentito una veloce traversata verso Punta della Campanella e gli isolotti dei Galli, dove il resto della flotta ha dovuto prendere delicate scelte tattiche per uscire dal ridosso della costa, mentre il vento calava con l’avvicinarsi all’arrivo davanti Castel dell’Ovo.

 

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