I Mylius a Capri

Alberto Simeone

Il primo Mylius è sceso in acqua nel 2004, sembra ieri ma è quasi un secolo per lo yacht design contemporaneo. Una barca di 11,25 metri con un sacco di spazio all’aperto, veloce a vela e molto veloce a motore, quasi 9 nodi. Tre caratteristiche che sintetizzano il “Simeone pensiero” e che – puntuali – si ritrovano nella trentina di barche varate fino ad oggi, ben cresciute in lunghezza nel frattempo: quattro 60 piedi, due 65’, due 76’, le altre che non scendono sotto i 50.
Almeno dieci di loro saranno sulla linea di partenza della Mylius Cup, a Capri, a partire dal 10 maggio prossimo. Barche con estro napoletano (come quello dei soci fondatori) e concretezza emiliana (il cantiere è a Piacenza). Barche incredibilmente belle, anche per chi come noi veleggia ben oltre i 50 urlanti e guarda con occhio nostalgico i vecchi, cari slanci di una volta.

Incontriamo Alberto Simeone, progettista di tutti i Mylius, al Circolo del Remo e della Vela Italia di Napoli. È il “suo” circolo, e non poteva essere altrimenti: nato a Napoli, qui ha imparato ad andare a vela (anche bene: campione italiano 470 con Paolo Scutellaro, nel 1986), qui ha mantenuto lo studio di progettazione, anche se la produzione si è spostata a nord. Con il guidone di questo Circolo suo padre Mino, progettista e costruttore, sfiorò nel 1980 il colpaccio alla One Ton Cup: il suo Cuordileone arrivò secondo per un soffio e – si disse –  solo per un errore del Comitato di regata.

“Ho iniziato con un amico, poi siamo diventati tre e infine quattro soci, con l’arrivo di Luciano Gandini, grande imprenditore del packaging, grazie a cui abbiamo fatto un importante salto dimensionale. Ma il bello è che siamo rimasti tutti amici, siamo una squadra affiatatissima e la maggioranza di chi lavora con noi ha meno di trent’anni. Mio fratello Fabio si occupa delle strutture, Mario Sassi della commercializzazione, Mauro Montefusco dell’impiantistica … ed io faccio un po’ il direttore d’orchestra: progetto e coordino lo staff tecnico di ingegneri, architetti, designer e tecnici specialisti, e – dulcis in fundo – provo in mare il risultato!”

Alberto ne ha cinquanta, di anni, un sorriso simpatico e una grande empatia: “Credo che il progetto si debba sviluppare intorno alle esigenze del suo armatore, col quale, inevitabilmente, si crea un rapporto che prosegue ben oltre il varo. Il mio yacht designer di riferimento? German Frers: è stato il primo a mettere al centro del suo lavoro l’armatore e costruirgli attorno la barca”.

L’ultimo Mylius è sceso in acqua pochi mesi fa. Un 65 piedi bello come pochi, elegante e veloce; venite a vederlo regatare a Capri dal 10 al 13 maggio, insieme ai suoi “fratelli” e a una flotta di circa 50 barche. Uno spettacolo da non perdere.

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